foto di gruppo

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sabato 30 gennaio 2010

20 - Galleria fotografia FIUME ORETO

C'è vita sul fiume Oreto!




Nei pressi della foce fotografati esemplari che dimostrano un miglioramento delle acque del fiume!






LE FOTO: Settimo Lo Nigro e Salvo Violante



Garzetta (Egretta garzetta)



Piro piro piccolo





















Volpoca (Tadorna tadorna)










Ballerina bianca (Motacilla alba)












Ballerina bianca




Airone bianco maggiore (Egretta alba)





Volpoca


Airone cenerino (Ardea cinerea)



















Airone bianco maggiore









Ballerina bianca






Airone bianco maggiore











Saltimpalo (Saxicola torquata)





Ballerina bianca











Gabbiani comuni (Larus ridibundus) ,
a sinistra un cormorano
(Phalacrocoras carbo) e un airone cenerino


giovedì 28 gennaio 2010

Merli, Storni, Passeri

MERLO



(foto M.Arcella)

Passeriforme appartenente alla famiglia dei turdidi. Il merlo (Turdus merula) è molto comune e diffuso, si trova in tutti i parchi urbani, legato esclusivamente al mondo vegetale. Col passare degli anni si è avvicinato sempre più nell’ambiente suburbano e successivamente a quello urbano, diventando più confidente, molto attivo pure di notte a causa delle illuminazioni stradali e più aggressivo con i suoi simili. Coda lunga, piumaggio nero con becco giallo il maschio, piumaggio marrone con becco grigiastro la femmina ed il giovane. Comincia a nidificare molto presto, perciò è possibile che si trovino già a marzo-aprile pulcini caduti dai nidi. Si ciba d’insetti che trova nel terreno o di bacche o frutta.
L’alimentazione ideale sono le camole del miele o della farina (che vendono nei miglioori negozi di animali). In alternativa va bene anche un po di frutta a pezzettini o del tritato crudo. Ogni tanto o per emergenza gli si può dare del pastone per merli.
Questa specie s’imprinta molto facilmente, quindi bisogna maneggiarlo il meno possibile e naturalmente deve stare dentro uno scatolo e in una stanza vuota per non abituarsi alla presenza dell’uomo.




STORNO COMUNE






Passeriforme appartenente alla famiglia degli sturnidi, lo storno comune (Sturnus vulgaris) è migratore e svernante. Arriva in Sicilia in autunno per passare i mesi invernali. Di colore scuro con riflessi verdi e picchiettature bianche, diventa quasi nero in estate tramite abrasione delle penne, confondendosi con il suo parente storno nero. Il giovane è marrone. Si ciba di bacche, frutta ed insetti. Uccello fortemene gregario, si riunisce in grandi stormi compiendo voli acrobatici e spettacolari con q uali cerca di confondere il falco pellegrino, temibile predatore. A Palermo sverna un buon numero d'individui. Molto intelligente, può imitare versi di altre specie di uccelli. Molto problematico per l'agricoltura ma anche in città, si abitua subito ai dissuasori. Dannoso su uliveti, vigneti, alberi da frutto e fastidioso in città perchè molto vocifero e per i suoi escrementi che imbrattano marciapiedi ed automobili. Sono stati utilizzati diversi tipi di dissuasori, quali le emissioni di richiamo di angoscia, ultrasuoni, spuzzi d'acqua, fuochi artificiali. ecc. A volte si è dovuto ricorrere alla potatura di alberi che utilizzano come dormitorio. Molti di questi dissuasori si è mostrato inefficace nel tempo e fastidioso per le persone. I loro predatori naturali sono il falco pellegrino e l'allocco. In Sicilia l'unico sito di nidificazone è a Siracusa.





STORNO NERO














Lo storno nero (Sturnus unicolor) è esclusivamente sedentario, molto diffuso ed in via di espansione. Non presente a Palermo ma negli ultimi anni è stato osservato in siti sempre più vicini alla città. Si nota spesso appollaiato sui guarde rail delle autostrade insieme alle taccole o su fili di alta tensione. In inverno si riuniscono in grandi stormi, ed in questo periodo si possono osservare dormitori misti a storno comune.




PASSERI

Passeriformi appartenenti alla famiglia dei Passeridi, sono tra gli uccelli più conosciuti da tutti, anche se la gente comune pensa che il passero sia uno solo (che di solito è rappresentato dalla Passera d'Italia, molto comune nel resto dell'Italia, o la passera oltremontana, molto diffusa a livello europeo) mentre invece si snoda in varie specie e sottospecie. Di abitudini gregarie, molto comuni e diffusi, possono effettuare diverse nidiate all'anno. Onnivori ma essenialmente granivori, sono considerate problematiche, si riuniscono localmente in grandi stormi e molti agricoltori si lamentano perchè gli viene rovinato il raccolto. Sono inoltre molto adattabili, nidificano sia su alberi che su buchi nei palazzi. Negli ultimi anni però si sta assistendo ad una diminuzione della popolazione di passeri soprattutto a nord, tanto che adesso sono elencati tra le specie a rischio d'estinzione a livello internazionale. La Lipu Nazionale ha attuato un progetto SOS passeri, per maggiori informazioni andate sul link http://www.lipu.it/tu_passeri.htm.D'estate vengono trovati a terra diversi nidiacei che la gente raccoglie e ci porta. A volte capita che le persone prelevino i nidiacei e tolgono il nido posto in un buco della propria casa (portandoli a noi) perchè gli danno fastidio. Anche qui ricordo che il prelievo di nidi, uova e nidiacei è un reato. Siate pazienti e cercate di aspettare la fine della stagione riproduttiva.













PASSERA SARDA




Sedentaria diffusa in tutta la Sicilia in ogni tipo di habitat, la passera sarda (Passer hispaniolensis) in Italia si trova in Sicilia e Sardegna. Nidifica su tralicci, buchi nei muri di vecchie case, tegole, pareti rocciose. Il maschio presenta il capo marrone-bordò, un sopracciglio bianco, mascherina nera nell'occhio, guance bianche, gola e petto neri, pancia e fianchi con striature nere. In inverno ha colori più opachi e solo qualche lieve striatura nera in pancia. La femmina è marrone-grigia in gran parte del corpo. Molto gregaria e confidente, in inverno si riunisce in dormitori di migliaia d'individui, frammisti a passera mattugia, frequentati spesso dai rapaci notturni quali il barbagianni.
femmina di passera sarda (M.Arcella)


PASSERA MATTUGIA




La passera mattugia (Passer montanus) è anch'essa comune e diffusa. Sedentaria e migratrice (scarsa), frequenta vari tipi di habitat, ma è meno legata all'ambiente antropico e meno confidente della passera sarda. Non c'è dimorfismo sessuale, l'adulto ha capo marrone-bordò, gola e mascherina nera, bianco nelle guance che arriva anche dietro la nuca. Il giovane è più scuro con colori meno brilanti. Rispetto alla p. sarda, le manca il bianco nel sopracciglio e dietro la nuca ed ha una macchia nera nelle guance. Pancia bianco sporco. Leggermente più piccola.La terza passera presente nella nostra isola è la passera lagia, che è meno visibile e frequenta ambienti rupestri.N.B. La posizione tassonomica dei passeri è di difficile attribuzione, esistono pareri discordanti.
HIRUNDINIDI


Rondine (M.Arcella)
Dormitorio rondini e balestrucci
Specie migratrici, non presenti nel centro di Palermo, arrivano in primavera per nidificare nelle aree periferiche della città, nelle borgate o nei paesi. Il nido è fatto a coppa con fango e pezzettini di paglia e viene costruito su cornicioni e angoli di vecchi edifici, ponti, stalle, ecc. Specie esclusivamente insettivore e frequentatrici di habitat aerei, come i rondoni. In tarda estate di solito si vedono assembramenti di giovani sui fili elettrici, a volte alimentati ancora dai genitori. Si assembrano in dormitori su canneti anche in quantità elevate.
La rondine è la specie-simbolo dell'agricoltura, legata molto a questa attività e in calo negli ultimi tempi a causa dell'uso di pesticidi. Perdipiù, nel loro areale di svernamento africano, vengono cacciate dalle tribù locali per cibarsene.
Il balestruccio ha anch'esso la coda forcuta ma molto più corta rispetto alla rondine, inoltre ha guance, gola e groppone bianco.





RONDONE


Riconoscimento: è la specie più comune in primavera - estate quando viene a nidificare. Il rondone (Apus apus) appartiene all’ordine degli Apodiformi, famiglia Apodidae. Spesso viene scambiato per una rondine, cui si assomiglia per alcune caratteristiche morfologiche quali coda forcuta e ali lunghe e strette. Sono esclusivamente insettivori come le rondini e stanno sempre in volo ma a differenza dei loro simili (che sono però Passeriformi), hanno il piumaggio completamente scuro con la gola biancastra, coda solo appena forcuta e non si posano mai. Infatti i rondoni mangiano, bevono, si accoppiano e dormono in aria - hanno le zampe troppo corte per poter camminare e per slanciarsi; nel caso in cui finiscano a terra, avrebbero difficoltà nel ripartire. Solo nel periodo di nidificazione si posano nei palazzi per costruire il nido ed accudire i piccoli, camminando molto goffamente. Piuttosto hanno artigli molto robusti, che li usano per arrampicarsi verticalmente nei fori dei palazzi introducendosi nei nidi (nidificano nei cassettoni delle serrande o nei buchi di vecchi palazzi del centro storico). E per questo, oltre che per la forma delle ali e del becco leggermente ricurvo, vengono scambiati anche per piccoli falchetti. La rondine ha anch’essa zampe corte ma ha l’abitudine di posarsi nei tralicci, inoltre non nidifica a Palermo, si può osservare in migrazione.
A Palermo nidifica anche un’altra specie di rondone, il rondone pallido (Apus pallidus), praticam. Identico al primo tranne che per il colore del piumaggio che è marrone. Nei monti attorno Palermo si trova il rondone maggiore, molto diverso, bianco e nero e ben più grande.
Recupero: spesso in estate si trovano molti rondoni a terra perché caduti dai nidi o perché urtano contro le vetrate. La prima cosa da fare è apporlo in uno scatolo forato per il trasporto e dargli qualche goccia di acqua e zucchero con una siringa senz’ago. A volte si fratturano un’ala o si procurano un trauma cranico, a volte invece l’urto su vetrate è la conseguenza di infezioni al cervello (si capisce quando hanno il torcicollo) ed è difficile in questi casi che possano riprendersi, dipende anche dal tempismo con cui viene soccorso l’animale e portato al Centro Recupero. Altre volte invece sono solo debilitati (a causa del lungo periodo in cui stavano a terra o durante la migrazione) e basta qualche giorno affinché si riprendano.
Se si rinviene un pulcino di rondone a terra, è consigliabile raccoglierlo in quanto, oltre essere preda facile di gatti, la madre non potrà prendersi cura di lui, quindi andrebbe incontro a morte certa. In attesa di portarlo alla Lipu, ponetelo in una scatola e, se si tratta di un pulcino ancora implume, mettetelo al caldo magari avvicinando una lampada accesa.
Alimentazione: potreste dargli del tritato crudo inumidito con acqua; il pulcino dovrebbe aprire da solo il becco per istinto, se non lo fa, dovrete aprirglielo pressando lievemente la base del becco con pollice ed indice, e somministrare la carne in fondo alla gola. Per i pulcini è consigliato anche l’omogeneizzato di carne, da somministrare con una siringa. Vanno bene per emergenza pure i pastoni per insettivori, anche se di solito sono più indicati per uccelli frugivori o baccivori come i merli. Per i rondoni sono utilizzate anche le camole del miele o della farina, in vendita nei negozi di articoli da pesca, o grilli in scatola, in vendita in negozi di animali specializzati.
Problemi di convivenza con i cittadini: nidificando nei cassettoni delle serrande, spesso creano disturbo agli inquilini soprattutto per il loro stridulo molto acuto e assordande, specie nelle prime ore del mattino. In secondo luogo sporcano il davanzale ed il cassettone con feci e piume. Molte persone chiamano per lamentarsi di questa situazione, e ci chiedono una soluzione o direttamente di prenderci i pulcini (come accade per gabbiani e piccioni), cosa che non possiamo fare, primo perché andrebbe contro i nostri principi e secondo perché comunque sarebbe un reato (prelievo di uova, nidi e nidiacei di fauna selvatica, legge nazionale 157/92, art. 3). L’unica cosa che chiediamo è essere pazienti ed aspettare la fine della stagione riproduttiva, normalmente fine luglio.