Riconoscimento e recupero: essendo un ibrido tra il piccione
selvatico (Columba livia livia) e il piccione torraiolo (Columba livia domestica) è difficile trovare un esemplare uguale ad un altro, ma in genere assomigliano molto al piccione selvatico. Nidifica in tutti i mesi dell'anno. Tra i predatori naturali ricordiamo il falco pellegrino, il gabbiano reale e i corvidi, ma comunque non sono sufficienti a contenere la popolazione. Un caso singolare avviene nella città di Agrigento, dove i piccioni vengono abitualmente predati da una specie di aquila presente nel periodo invernale, l'aquila minore. Essendo considerato fauna domestica, il piccione è di competenza del Comune di Palermo.
Dunque per qualsiasi cosa bisognerebbe rivolgersi all'ASL veterinaria (tel.091-7033574) o alla Polizia Municipale. Altrimenti potete contattare la D.ssa Li Vecchi presso lo Studio Veterinario La Cavera, in Largo Prinicipe di Paternò n°1 - tel. 091308314 - 3395020212. I piccioni però non possono restare allo studio, dovrete pensarci alla riabilitazione e liberazione. Chiamare prima per accertarsi che la D.ssa li possa ricevere. Nel caso troviate un piccione torraiolo potreste portarlo in una piccionaia gestita (nella foto se ne vede una in via Messina
Marine), oppure contattate il Comune. Se invece trovate un piccione con anello colorato contattate la Federazione Colombofila Italiana.
Alimentazione: Per gli adulti vanno bene le granaglie. Per i nidiacei potete dargli il pastone giallo per granivori (quello usato per canarini) mischiato con granaglie ed inumidito con dell’acqua, facendo delle palline. Naturalmente, come per tutti i nidiacei, bisognerà imbeccarlo.
Problemi di convivenza con i cittadini: cercate di non dar da mangiare ai piccioni che si trovano liberi nel vostro condominio, non scotolate la tovaglia da tavola fuori e tenete pulito il vostro condominio cercando anche di eliminare tutti i possibili siti di nidificazione dei piccioni (solitamente nidificano nei balconi non frequentati, nei vasi vuoti, sotto qualche recipiente o in vecchie case abbandonate), in questo modo si può contenere in parte la popolazione che è già troppo densa, con danni ai monumenti e problemi di convivenza con le persone; inoltre continua ad ibridarsi con il piccione selvatico, col rischio d’inquinamento genetico (il piccione selvatico ormai si trova solo nelle aree boscate più impervie). Esistono in commercio vari dissuasori per piccioni ed altri uccelli, su internet si trovano vari modelli. Il fatto è che gli uccelli si abituano presto ai dissuasori, e comunque il problema non si risolve ma si sposta da un'altra parte. Dissuasori sempre più diffusi sono i "dissuasori a spilli": sulle superfici preventivamente pulite, si spalma una striscia di collante idoneo e su questa viene premuta la base dei dissuasori. In questo modo i piccioni non dovrebbero posarsi. E' importante però non mettere i dissuasori in aree di nidificazione durante il periodo riproduttivo (e vale per tutte le specie!). Un altro problema causato dai piccioni avviene nelle piste degli aeroporti, quando grandi stormi di piccioni volano tra lo spazio aereo di decollo ed atterraggio, dove a volte qualche esemplare rimane incastrato tra le eliche dei motori, provocando danni agli apparecchi. In alcuni aeroporti, come quello di Punta Raisi, vengono assunti dei falconieri con lo scopo di allontanare i piccioni per mezzo di falchi addestrati. A parte l'uso improprio di questi poveri rapaci, direi che sia un'azione piuttosto blanda.
In alcune città le amministrazioni hanno attuato dei piani di abbattimento sui piccioni per contenerne la popolazione; non è proprio la soluzione migliore (la specie si prolifera a velocità impressionante) ed è anche diseducativa (la Lipu è contro ogni forma di abbattimento). Si è provato con antifecondativi ma che hanno avuto scarso successo. Comunque bisogna precisare che dal punto di vista igienico-sanitario in genere il piccione non presenta problemi per l’uomo, come invece molti credono. Inoltre i parassiti che ospitano i colombi e gli altri uccelli (acari delle penne) non avrebbero motivo di attaccarsi all’uomo (fatta eccezione per le zecche che si prendono più delle volte dai cespugli). Pensate quanta sporcizia e quanti germi portiamo a casa con le nostre scarpe e poi ci lamentiamo dei piccioni e degli altri animali!!
COLOMBACCIO
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Grosso columbiforme, ha una macchia bianca nel collo ed il petto rosato. Sempre più diffuso nelle città, a Palermo ha iniziato la colonizzazione a partire dal 1993, ma è comunque legato all’ambiente naturale (parchi urbani). I pulcini possono essere confusi con quelli dei piccioni. L'alimentazione è uguale a quella del piccione.
(Foto M.Arcella)
TORTORA DAL COLLARE ORIENTALE
Columbiforme di color grigio-beige con una striscia nera sul collo. Molto diffuso in campagna e in città, ben adattato all’ambiente antropico, nidifica fino a dicembre.
Una delle specie che ha fatto registrare uno dei casi di espansione più ampi e rapidi. A Palermo a metà-fine anni’80 individui provenienti da voliere di Villa d’Orleans si sono riprodotti naturalmente dando origine ad una veloce colonizzazione della città. Ma a livello regionale, la specie si è espansa per va di individui giovani in dispersione provenienti da altre regioni. Anche per la tortora, l'alimentazione è la stessa delle due specie citate sopra.
TORTORA SELVATICA
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La tortora selvatica (Streptopelia turtur), più piccola della precedente, era un tempo più comune ma adesso è meno diffusa. E' la tortora per eccellenza, tanto che ancora, seppur ormai sempre meno comune, viene chiamata tortora comune. Presenta una macchia a stricie bianche e nere sul collo, base delle ali arancio-marrone che prosegue col grigio e poi con grigio-nerastro sulle punte. Parte finale della coda bianca, petto rosato. Non presente in città; molto elusiva, colonizza le aree boscate. E' migratore e nidificante, in forte diminuzione negli ultimi anni anche a causa della pressione venatoria.
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